Sintesi DPCM 10 aprile 2020 – Parte IV – Controllo dell’ingresso in Italia

Sulla Gazzetta Ufficiale n. 97 del 11 aprile 2020 è stato pubblicato il D.P.C.M. 10 aprile 2020 con argomento “Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge25 marzo 2020, n. 19, recante misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da COVID-19, applicabili sull’intero territorio nazionale”.

Nella parte I di questa serie di articoli abbiamo illustrato le logiche di base del decreto, nella parte II le limitazioni agli spostamenti ed alla libertà personale e nella parte III le disposizioni che riguardano le attività produttive.

In questa parte analizzeremo, in particolare, gli artt. 4, 5 e 6, disposizioni che hanno in comune lo scopo di contenere il contagio attraverso il controllo dei soggetti che fanno ingresso nel territorio italiano.

L’art 4 disposizioni in materia di ingresso in Italia”, al comma 1, prevede che chiunque intende fare ingresso in Italia, tramite trasporto aereo, marittimo, lacuale, ferroviario o terrestre, deve consegnare al vettore o all’armatore del mezzo stesso, prima dell’imbarco (comma 2), una dichiarazione (resa ai sensi degli artt. 46 e 47 del Dpr 445/2000, ossia “dichiarazioni sostitutive di certificazioni” e “dichiarazioni sostitutive dell’atto di notorietà”) con l’indicazione chiara e dettagliata dei a) motivi del viaggio, b) l’indirizzo dell’abitazione o dimora in Italia presso cui sarà svolto il periodo di sorveglianza sanitaria e l’isolamento fiduciario (di cui al comma 3 del medesimo articolo) e il mezzo di trasporto che utilizzerà per raggiungere la stessa ed infine c) il recapito telefonico, anche mobile, presso cui ricevere le comunicazioni per tutto il periodo di sorveglianza sanitaria e isolamento fiduciario.

Con riguardo ai motivi del viaggio, l’art. 4 contiene un rinvio all’art. 1, comma 1, lett.a) del decreto: l’ingresso in Italia è pertanto consentito soltanto per comprovate esigenze lavorative o per situazioni di necessità ovvero per motivi di salute.

Il comma 2 prevede poi che vettori e armatori, contestualmente all’acquisizione e verifica della suddetta documentazione, debbano provvedere a misurare la temperatura corporea dei singoli passeggeri, vietando loro l’imbarco nel caso in cui presentino sintomi febbrili, nonché nel caso in cui la documentazione non sia completa. Gli stessi devono predisporre misure organizzative anche che garantiscano per tutta la durata del viaggio sia la distanza interpersonale di almeno un metro tra le persone, sia l’utilizzo di dispositivi di protezione individuali da parte dell’equipaggio e dei passeggeri.

Una volta effettuato l’ingresso in Italia, le persone, anche se asintomatiche, sono obbligate a darne comunicazione al Dipartimento di prevenzione dell’azienda sanitaria territorialmente competente e da quel momento sono sottoposte alla sorveglianza sanitaria e all’isolamento fiduciario per 14 giorni presso l’abitazione o la dimora indicati nella dichiarazione di cui al comma 1. Nel caso in cui dovessero insorgere sintomi da Covid-19, sono obbligate a segnalarlo tempestivamente all’Autorità sanitaria tramite i numeri telefonici dedicati (comma 3).

Allorché una o più persone siano impossibilitate a raggiungere con proprio mezzo privato l’abitazione o il domicilio (fermo l’accertamento da parte dell’Autorità giudiziaria della veridicità della dichiarazione), l’Autorità sanitaria territorialmente competente informa immediatamente la Protezione civile regionale che, insieme al Dipartimento di Protezione Civile della Presidenza del Consiglio dei Ministri, determina il luogo presso cui devono essere svolte le misure di sorveglianza sanitaria e di isolamento fiduciario (comma 4), con spese a carico esclusivo delle persone sottoposte alle suddette misure.

Anche in questo caso, all’insorgenza di sintomi da Covid-19, i soggetti devono tempestivamente segnalare la situazione all’Autorità sanitaria competente.

Ai commi 5 e 6, viene considerata l’ipotesi in cui le persone fisiche facciano ingresso in Italia (sempre secondo i motivi enunciati all’art 1, comma 1, lett.a) tramite un mezzo privato. Le stesse anche se asintomatiche, devono seguire le medesime regole dettate ai precedenti commi coloro che abbiano fatto ingresso con un mezzo di trasporto non privato.

Nel caso in cui le persone fisiche che fanno ingresso in Italia, secondo le modalità appena viste, vogliano trasferirsi in altra abitazione o dimora, devono comunicare all’Autorità sanitaria oltre il nuovo indirizzo ove intendano effettuare la sorveglianza sanitaria e l’isolamento fiduciario, anche l’itinerario che intendono effettuare e il mezzo utilizzato (che, a norma della lettera b) del comma 1, dovrà essere privato). Dal momento del trasferimento presso la nuova abitazione o dimora verrà computato un nuovo periodo di sottoposizione alle misure di sorveglianza sanitaria e isolamento fiduciario. Una volta ricevuta la comunicazione, l’Autorità sanitaria deve inoltrarla immediatamente al Dipartimento di prevenzione dell’azienda sanitaria territorialmente competente, per i relativi controlli e verifiche (comma 7).

Al comma 8, lett. a)-h), vengono descritte le modalità con cui vengono gestite e garantite le misure della sorveglianza sanitaria e dell’isolamento fiduciario. Allo scopo, gli operatori di sanità pubblica provvedono a contattare telefonicamente il soggetto per assumere informazioni circa le zone di soggiorno e il percorso di viaggio effettuato nei precedenti 14 giorni, per un’adeguata valutazione del rischio di esposizione (lett. a), ad effettuare le comunicazioni necessarie ai fini della certificazione INPS (necessaria per giustificare l’assenza da lavoro) (lett. b-c), accertare l’assenza di sintomi da Covid-19 del soggetto e degli eventuali altri conviventi (lett. d), informare le persone circa i sintomi e le modalità di trasmissione della malattia (lett. e) e circa la necessità di controllare la temperatura corporea due volte al giorno, nonché di mantenere lo stato di isolamento per 14 giorni dall’ultima esposizione, il divieto di contatti sociali, il divieto di spostamenti e viaggi e l’obbligo di rimanere raggiungibile per l’attività di sorveglianza, a contattare quotidianamente, la persona per avere notizie sulle condizioni di salute. In caso di comparsa di sintomatologia, dopo aver consultato il medico di medicina generale o il pediatra di libera scelta, il medico di sanità pubblica provvede secondo quanto previsto dalla circolare n. 5443 del Ministero della salute del 22 febbraio 2020 e s.m.i.(lett.h).

All’insorgere di sintomi da Covid-19, alla lett. g) si prevede che la persona in sorveglianza debba:

  1. avvertire immediatamente il medico di medicina generale o il pediatra di libera scelta e l’operatore di sanità pubblica;
  2. indossare la mascherina sanitaria e allontanarsi dagli altri conviventi;
  3. rimanere in una stanza chiusa, in attesa del trasferimento in ospedale ove dovesse rendersi necessario.

Al comma 9 troviamo un’eccezione alle disposizioni dei commi da 1 a 8. Le medesime, infatti, non si applicano:

  1. all’equipaggio dei mezzi di trasporto;
  2. al personale viaggiante appartenente ad imprese aventi sede legale in Italia;
  3. al personale sanitario in ingresso in Italia per l’esercizio di qualifiche professionali sanitarie (incluso l’esercizio temporaneo di cui all’art. 13 del D.L. 17 marzo 2020, n. 18)
  4. ai lavoratori transfrontalieri in ingresso e in uscita dal territorio nazionale per comprovati motivi di lavoro e per il conseguente rientro nella propria residenza, abitazione o dimora, nel rispetto dell’art. 1, comma 1, lett.a).

Infine, il comma 10 prevede che, in casi eccezionali, possono essere previste deroghe specifiche e temporanee alle disposizioni del presente articolo. I casi eccezionali riguardano le esigenze di protezione dei cittadini all’estero e di adempimento degli obblighi internazionali ed europei, inclusi quelli derivanti dall’attuazione della direttiva (UE) 2015/637 del Consiglio del 20 aprile 2015 (“Misure di coordinamento e cooperazione per facilitare la tutelare consolare dei cittadini dell’Unione non rappresentati nei paesi terzi e che abroga la decisione 95/553/CE”).

L’art. 5,avente ad oggetto “transiti e soggiorni di breve durata in Italia”, in deroga alle previsioni dell’art. 4, obbliga chiunque intenda fare ingresso nel territorio italiano, anche con mezzo di trasporto privato (comma 5) esclusivamente per esigenze lavorative e per un periodo non superiore a 72 ore (salvo proroga per specifiche esigenze per ulteriori 48 ore), a consegnare, al momento dell’imbarco, al vettore del mezzo di trasporto, la dichiarazione (sempre ai sensi degli artt. 46 e 47 del Dpr 445/200) con l’indicazione chiara e dettagliata:

  1. esigenze lavorative e durata della permanenza in Italia;
  2. indirizzo completo del o dei luoghi di soggiorno in Italia e il mezzo di trasporto privato utilizzato per effettuare i trasferimenti;
  3. recapito telefonico presso cui ricevere le comunicazioni durante la permanenza in Italia (comma 1 e comma 5).

Dalla dichiarazione conseguono anche gli obblighi elencati al comma 2 e al comma 6 (ingresso con mezzo di trasporto privato):

  1. lasciare immediatamente il territorio italiano allo scadere del periodo di cui sopra e, in caso contrario, iniziare il periodo di sorveglianza sanitaria e di isolamento fiduciario per 14 giorni, indicando la dimora o il luogo di soggiorno;
  2. segnalare tempestivamente la comparsa di sintomi da Covid-19 al Dipartimento di prevenzione dell’Azienda sanitaria locale e, nell’attesa di disposizioni, sottoporsi ad auto isolamento.

Al comma 3 vengono riportate le medesime prescrizioni previste dall’art. 4, comma 2, per i vettori e gli armatori.

Le persone che fanno ingresso in Italia, secondo le modalità richiamate dal comma 1, anche se asintomatiche, devono comunicare il loro arrivo al Dipartimento di prevenzione dell’Azienda sanitaria territorialmente competente (comma 4).

Procedendo nell’analisi dell’articolo, i commi da 7 a 9 riguardano il transito nel territorio italiano con mezzi di trasporto terrestre privati (comma 7) e con mezzi di trasporto aereo (commi 8 e 9).

Per il trasporto terrestre con mezzo privato, il transito, anche per raggiungere un altro stato UE o extra UE, è autorizzato, per 24 ore, prorogabili per ulteriori 12 ore, fermo restando l’obbligo di comunicare l’ingresso in Italia al Dipartimento di prevenzione dell’Azienda sanitaria territorialmente competente e, nel caso di comparsa di sintomi Covid-19, di segnalare la situazione all’Autorità sanitaria per il tramite dei numeri telefonici dedicati.

Nel caso in cui venga superato il periodo di permanenza, trovano applicazione le disposizioni di cui all’art. 4, commi 6 e 7.

Per il trasporto aereo, gli obblighi di cui ai commi 1, 2 e 4 del presente articolo, nonché quelli previsti all’art. 4, commi 1 e 3, non si applicano ai passeggeri in transito con destinazione finale in un altro stato, fermo restando, in caso di insorgenza di sintomi Covid-19, l’obbligo per gli stessi di segnalare l’evenienza al Dipartimento di prevenzione e di sottoporsi ad isolamento, nell’attesa di ricevere disposizioni dall’Autorità sanitaria.

In ogni caso, i passeggeri con destinazione finale in un altro Stato (UE o extra UE) sono tenuti a:

– rendere una dichiarazione (con le solite modalità richiamate al comma 1 del presente articolo) contenente:

  1. motivi e durata della permanenza in Italia;
  2. località italiana o altro stato di destinazione finale (con indicazione del titolo di viaggio e del mezzo di trasporto di linea);
  3. recapito telefonico.

– non allontanarsi dalle aree ad essi dedicate nelle aerostazioni.

I passeggeri in transito con destinazione finale all’interno del territorio italiano devono invece effettuare la comunicazione di cui al comma 4 e all’art. 4, comma 3 (Dipartimento di prevenzione). Si specifica che per luogo di destinazione finale è da intendersi il luogo di sbarco del mezzo di trasporto di linea.

Infine, al comma 10 sono previste eccezioni all’applicazione delle disposizioni dell’art. 5, le stesse eccezioni richiamate al comma 9 dell’articolo 4 – al quale si rimanda – e al comma 11 è prevista la possibilità, in casi eccezionali, di prevedere deroghe specifiche e temporanee (le solite richiamate al comma 10 dell’art. 4).

Veniamo ora all’analisi dell’ultimo articolo oggetto della nostra trattazione.

L’art. 6, contenente “disposizioni in materia di navi da crociera e navi di bandiera estera” sospende i servizi di crociera da parte delle navi passeggeri italiane e vieta a tutte le società di gestione, agli armatori ed ai comandanti delle stesse di imbarcare nuovi passeggeri in aggiunta a quelli già a bordo, a partire dall’entrata in vigore del decreto e sino al termine della crociera (commi 1 e 2). Inoltre, lo sbarco dei passeggeri nel porto di fine crociera, è consentito una volta assicurata l’esecuzione delle misure di prevenzione sanitaria (comma 3).

Nello specifico, al momento dello sbarco:

– nel caso di passeggeri con residenza, domicilio o dimora abituale in Italia e nel caso di passeggeri di nazionalità italiana e residenti all’estero, gli stessi sono tenuti a darne comunicazione al Dipartimento di prevenzione dell’Azienda sanitaria territorialmente competente e a sottoporsi alle misure della sorveglianza sanitaria e dell’isolamento fiduciario per 14 giorni, nel luogo indicato all’atto dello sbarco (al comma 5, si precisa che possono raggiungere tale luogo solo con mezzi privati). Solo per la seconda categoria di persone, è prevista la possibilità, in alternativa, di chiedere di essere immediatamente trasferiti presso destinazioni estere a spese proprie.

Per entrambe le ipotesi, in caso di insorgenza di sintomi Covid-19, sono tenuti a segnalare la situazione all’Autorità sanitaria (lett. a) e b) comma 4).

– nel caso di passeggeri di nazionalità straniera e residenti all’estero sono immediatamente trasferiti presso destinazioni estere con spese a carico dell’armatore (lett. c) comma 4).

La disposizione appena richiamata si applica anche all’equipaggio (comma 7)

Nel caso in cui sia stata accertata la presenza sulla nave di almeno un caso di Covid-19, per i passeggeri che sia stato accertato lo stretto contatto, il comma 6 prevede che gli stessi (e pure l’equipaggio, a norma del comma 7) siano sottoposti a sorveglianza sanitaria e isolamento fiduciario presso la località da loro indicata, sia nazionale che estera (in quest’ultimo caso verranno immediatamente trasferiti a spese dell’armatore).

Per quanto riguarda le società di gestione, gli armatori e i comandanti delle navi passeggeri di bandiera estera, impiegate in servizi di crociera con scali in porti italiani, è fatto divieto assoluto di fare ingresso in detti porti.

In chiusura dell’art. 6, al comma 10, si prevede che, in casi eccezionali – gli stessi richiamati dall’art. 5, comma 11 e dall’art. 4 comma 10 – possono essere previste deroghe specifiche e temporanee alle disposizioni del medesimo articolo.

Gli articoli della serie:

Sintesi DPCM 10 aprile 2020 – Parte I – Logiche generali

Sintesi DPCM 10 aprile 2020 – Parte II – Limitazioni agli spostamenti e alla libertà personale

Sintesi DPCM 10 aprile 2020 – Parte III – Impresa e attività economiche

Sintesi DPCM 10 aprile 2020 – Parte IV – Controllo dell’ingresso in Italia