Sintesi DPCM 10 aprile 2020 – Parte I – Logiche generali

Sulla Gazzetta Ufficiale n. 97 del 11 aprile 2020 è stato pubblicato il D.P.C.M. 10 aprile 2020 con argomento “Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge25 marzo 2020, n. 19, recante misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da COVID-19, applicabili sull’intero territorio nazionale”.

Il provvedimento sostanzialmente, come quelli che lo hanno preceduto (e in particolare il DPCM 22 marzo 2020), contiene un certo numero di misure restrittive della libertà personale e l’inibizione all’esercizio delle attività economiche.

Esso si compone di otto articoli:

  1. Misure urgenti di contenimento del contagio sull’intero territorio nazionale,che contiene principalmente le misure limitative agli spostamenti dei residenti e alla libertà personale in generale, nonché alcune norme sulle attività produttive;
  2. Misure di contenimento del contagio per lo svolgimento in sicurezza delle attività produttive industriali e commerciali, che contiene le disposizioni sul lockdown delle attività di produzione di beni e relative deroghe e deve essere letto in combinazione con gli allegati al decreto;
  3. Misure di informazione e prevenzione sull’intero territorio nazionale contenente raccomandazioni su alcune misure di prevenzione da parte di tutti i residenti e oneri informativi;
  4. Disposizioni in materia di ingresso in Italia;
  5. Transiti e soggiorni di breve durata in Italia;
  6. Disposizioni in materia di navi da crociera e navi di bandiera estera;
  7. Esecuzione e monitoraggio delle misure;
  8. Disposizioni finali.

Ad esso sono annessi inoltre 5 allegati, da utilizzare in combinazione con l’articolato.

Data l’ampiezza degli argomenti divideremo la disamina delle disposizioni del decreto in diverse parti.

In questo scritto, parte I, ci limiteremo ad una introduzione di carattere generale.

Nella Parte II illustreremo le misure limitative della libertà personale di cui all’articolo 1.

Nella Parte III illustreremo le misure relative alle attività lavorative di cui agli artt. 1 e 2 e agli allegati, nonché le pertinenti misure di prevenzione e informazione.

La Parte IV infine sarà dedicata alle misure sugli ingressi nel Paese e sulle navi.

A livello generale, è necessario in questa sede sottolineare che le disposizioni limitative previste nel decreto in commento sono operative dal 14 aprile 2020 e restano in vigore fino al 3 maggio 2020, quindi venti giorni.

E’ fatta salva in ogni caso l’eventuale proroga, tramite altro DPCM o atto sovraordinato.

A partire dal 14 aprile perdono inoltre efficacia i seguenti provvedimenti:

  • DPCM 8 marzo 2020;
  • DPCM 9 marzo 2020;
  • DPCM 11 marzo 2020;
  • DPCM 22 marzo 2020;
  • DPCM 1 aprile 2020.

Le disposizioni del DPCM si applicano a tutto il territorio nazionale, comprese le regioni a statuto speciale (compatibilmente agli statuti).

All’art. 8 il DPCM dispone espressamente che continuano ad applicarsi le misure di contenimento più restrittive adottate dalle Regioni, anche d’intesa con il Ministro della salute, relativamente a specifiche aree del territorio regionale.

Riguardo le attività produttive, lo schema, coerente con il disposto del DPCM 22 marzo 2020, è quello del lockdown generalizzato, a cui la norma affianca un’ampia serie di deroghe.

Il fatto che il legislatore abbia scelto questo schema comporta due conseguenze.

In primo luogo un’attività si può eseguire se e solo se rientra sotto una norma di deroga, altrimenti rimane proibita di default.

In secondo luogo, le norme di deroga al lockdown, in quanto costituiscono eccezione ad una regola generale, devono applicarsi in modo restrittivo (art. 14 Preleggi) e limitatamente ai soli casi in esse considerati.

Nel dubbio, quindi, l’attività non si ammette.

Per la ripresa delle attività e per l’attivazione di alcune deroghe è prescritta l’attivazione di un particolare procedimento amministrativo che sarà illustrato in dettaglio nella parte dedicata alle misure relative alle attività economiche.

Quanto infine alla vigilanza e all’attuazione, il decreto conferisce i relativi poteri al Prefetto territorialmente competente, che, appunto, assicura l’esecuzione delle misure informando il Ministero dell’interno. Sempre il prefetto monitora l’attuazione da parte delle altre amministrazioni delle misure di loro competenza, assumendo, insomma, su di sé le funzioni di attuatore primario, coordinatore e organo di vigilanza per le altre amministrazioni, vigilato a sua volta dal Ministero dell’interno.

Nell’esercizio delle sue funzioni il prefetto si avvale delle forze di polizia, dei vigili del fuoco se del caso e, eventualmente, delle forze armate, sentiti i competenti comandi territoriali, dandone comunicazione al Presidente della regione e della provincia autonoma interessata.

Il DPCM stabilisce inoltre che su tutto il territorio nazionale si adottino le seguenti misure di prevenzione ed informazione.

Innanzitutto, per quanto riguarda il personale sanitario, esso si attiene alle misure per la prevenzione della diffusione delle infezioni per via respiratoria previste dalla normativa vigente e dal Ministero della salute sulla base delle indicazioni dell’OMS e i responsabili delle singole strutture provvedono ad applicare le indicazioni per la sanificazione e la disinfezione degli ambienti fornite dal Ministero della salute.

Alle persone anziane o affette da patologie croniche o con multimorbilità ovvero con stati di immunodepressione congenita o acquisita, di evitare di uscire dalla propria abitazione o dimora fuori dai casi di stretta necessità.

Il DPCM 10 aprile 2020, nell’allegato 4, prevede alcune misure igienico sanitarie di cui è raccomandata l’applicazione da parte di tutti e che di seguito riportiamo:

a) lavarsi spesso le mani. Si raccomanda di mettere a disposizione in tutti i locali pubblici, palestre, supermercati, farmacie e altri luoghi di aggregazione, soluzioni idroalcoliche per il lavaggio delle mani;
b) evitare il contatto ravvicinato con persone che soffrono di infezioni respiratorie acute;
c) evitare abbracci e strette di mano;
d) mantenere, nei contatti sociali, una distanza interpersonale di almeno un metro;
e) praticare l’igiene respiratoria (starnutire e/o tossire in un fazzoletto evitando il contatto delle mani con le secrezioni respiratorie);
f) evitare l’uso promiscuo di bottiglie e bicchieri, in particolare durante l’attività sportiva;
g) non toccarsi occhi, naso e bocca con le mani;
h) coprirsi bocca e naso se si starnutisce o tossisce;
i) non prendere farmaci antivirali e antibiotici, a meno che siano prescritti dal medico;
l) pulire le superfici con disinfettanti a base di cloro o alcol.

Le informazioni sulle misure igienico sanitarie di cui sopra devono essere esposte in posizioni di maggior visibilità nei servizi educativi per l’infanzia, nelle scuole di ogni ordine e grado, nelle università e negli uffici delle altre pubbliche amministrazioni e i sindaci devono promuoverne la diffusione anche presso gli esercizi commerciali.

Nelle pubbliche amministrazioni e, in particolare, nelle aree di accesso alle strutture del servizio sanitario, nonché in tutti i locali aperti al pubblico, in conformità alle disposizioni di cui alla direttiva del Ministro per la pubblica amministrazione 25 febbraio 2020, n. 1, sono messe a disposizione degli addetti, nonché degli utenti e visitatori, soluzioni disinfettanti per l’igiene delle mani.

Infine, le aziende di trasporto pubblico anche a lunga percorrenza devono adottare interventi straordinari di sanificazione dei mezzi, ripetuti a cadenza ravvicinata.

Chiarite queste logiche generali, rinviamo alle altre parti per la disamina completa del decreto.

Gli articoli della serie:

Sintesi DPCM 10 aprile 2020 – Parte I – Logiche generali

Sintesi DPCM 10 aprile 2020 – Parte II – Limitazioni agli spostamenti e alla libertà personale

Sintesi DPCM 10 aprile 2020 – Parte III – Impresa e attività economiche

Sintesi DPCM 10 aprile 2020 – Parte IV – Controllo dell’ingresso in Italia